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NAZISMO E MALE

Una diversa interpretazione dell'ultima guerra

(le immagini del testo sono in parte originali ed in parte tratte dai testi citati in bibliografia)

In considerazione di recenti eventi politici riprendo in mano le lettere dal campo di smistamento di Bolzano scritte da mio zio Rurik Spolidoro (medaglia d'oro della resistenza, morto a Gusen per percosse ricevute). Stupidamente , oltre alla profonda emozione che sempre mi lasciano dentro, percepisco qualcosa che prima non afferravo.

Poi, dopo un poco, capisco.

Mio zio era "buono". Non una brava persona, ma proprio buono. Buono quasi fino al punto di essere considerato stupido

Ma stupido non era. Alla tenera etÓ di 21 anni (Ŕ morto prima di compierne 22) il disgraziato aveva due lauree, in Legge, presa con il massimo dei voti a diciannove anni, ed in Scienze Politiche, cui si era iscritto subito dopo (assegnata ad honorem alla memoria), e viene definito testualmente dalle SS "un giovane duro, irremovibile, di intelligenza veramente superiore, di una tenacia senza precedenti, loro acerrimo nemico e pertanto pericolosissimo".

D'altra parte anche nel "Triangolo rosso", memoriale del deportato politico n.6017, di Pino Da Prati, Rurik viene definito "un pericoloso di III░ grado", "uno di quelli che molto hanno dato per la causa nazionale".

Quindi non era uno scemo buono, non era una "gatta da botte" [come noi perversi ragazzini degli anni cinquanta usavamo chiamare i mansueti] e , dalle descrizioni di antichi amici e conoscenti e dalle foto, appare un bel ragazzo con una bella famiglia, piacente e brillante, generoso ed idealista.

Mi rileggo le sue lettere ancora una volta e riconosco il quieto coraggio e la purezza dei sentimenti, scorgo l'amor di patria e la necessitÓ di difenderla insieme ai propri cari, ma vedo anche qualcosa d'altro: vedo una precisa identificazione dei cattivi.

E non cattivi normali, ma "Cattivi". E, insieme a questo, lo scontro tra due sistemi di interpretazione della realtÓ: il nostro e quello del Male.

 

Questo sembra essere il nazismo. Non il fascismo che appare come un male relativamente "normale", pur con tutte le sue dolorose , ma umane (nel senso di appartenenti al genere umano], prevaricazioni e le sue pur inconsuete abominazioni, mentre il Nazismo o Nazional-socialismo mostra di possedere altre connotazioni, altre dimensioni orrorifiche che cercher˛ di esaminare (come giÓ fatto da altri prima di me) nelle pagine seguenti.


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